Saldatura MIG - come scegliere gas, filo e parametri

29 settembre 2026

Guida alla saldatura MIG: impostazioni per spessore materiale, corrente e gas.

Indice

Quando il cordone viene poroso, il filo si inceppa o la lamiera si brucia in pochi secondi, quasi sempre il problema non è soltanto la mano dell’operatore. La saldatura MIG richiede il giusto abbinamento tra metallo, filo, gas e parametri, oltre a una preparazione accurata del pezzo. In questa guida mostro come funziona, quali materiali si possono unire, come regolare la macchina e come correggere i difetti più comuni.

Le scelte che determinano una saldatura pulita e resistente

  • Gas corretto significa argon per alluminio e leghe non ferrose, mentre acciaio e molti inox richiedono generalmente miscele attive.
  • Filo e punta di contatto devono avere diametro compatibile con il materiale e con il trainafilo.
  • Per iniziare, regola insieme tensione e velocità del filo, usando la tabella della saldatrice come punto di partenza.
  • Una portata di gas spesso compresa tra 10 e 15 l/min funziona in officina, ma correnti d’aria e ugelli sporchi cambiano il risultato.
  • La preparazione del metallo e la sicurezza incidono quanto la regolazione dell’arco.

Come funziona l’arco con filo continuo e gas inerte

Il procedimento crea un arco elettrico tra il pezzo e un filo metallico fusibile che avanza automaticamente dalla bobina. Il calore fonde sia il filo sia una parte del metallo base, formando il bagno di fusione; nello stesso momento l’ugello della torcia rilascia il gas che lo protegge dall’ossigeno e dall’azoto dell’aria.

La torcia svolge quindi tre compiti insieme. Porta corrente al filo attraverso la punta di contatto, spinge il materiale d’apporto verso il giunto e distribuisce il gas protettivo intorno all’arco. Questa integrazione rende il processo veloce e relativamente facile da imparare, ma lascia poco margine agli errori di regolazione.

MIG e MAG non sono la stessa cosa

La differenza dipende dal gas. Nel procedimento MIG, Metal Inert Gas, si impiegano gas inerti come argon o elio, soprattutto per alluminio, rame, nichel e altre leghe non ferrose. Nel procedimento MAG, Metal Active Gas, il gas contiene componenti attivi, per esempio anidride carbonica o ossigeno, e viene usato soprattutto su acciai.

Nel linguaggio commerciale italiano si parla spesso di “saldatrice MIG” per indicare una macchina a filo che può lavorare sia in MIG sia in MAG. Tecnicamente, però, saldare acciaio con una miscela argon-CO2 significa lavorare in modalità MAG, anche se generatore e torcia sono gli stessi.

Gas, filo e metallo devono essere abbinati

Il gas non è un semplice accessorio. Protegge il bagno, influenza la stabilità dell’arco, la penetrazione e la quantità di spruzzi. La mia regola è semplice: prima scelgo il materiale e il filo, poi il gas, mai il contrario.

Metallo Filo consigliato Gas abituale Nota pratica
Acciaio al carbonio Filo pieno ramato, spesso 0,8 o 1,0 mm Ar/CO2, per esempio 80/20 o 82/18 Arco stabile e buona penetrazione con meno spruzzi rispetto alla CO2 pura
Alluminio Filo compatibile con la lega, spesso 1,0 o 1,2 mm Argon puro Richiede trainafilo, guaina e punta adatti al filo morbido
Acciaio inox Filo della lega compatibile con il materiale base Miscela a basso contenuto di CO2 o gas indicato dal produttore Un gas troppo aggressivo può peggiorare colore, resistenza e protezione anticorrosiva
Rame e leghe leggere Filo specifico per la lega Argon o miscele argon-elio L’elevata conducibilità termica può richiedere più energia e una buona preparazione

Per l’alluminio non basta montare una bobina diversa. Il filo tende a deformarsi nel percorso, quindi servono rulli con gola adatta, una guaina in PTFE o teflon e una pressione dei rulli sufficiente a trascinarlo senza schiacciarlo. Se il filo si blocca nella torcia, aumentare la velocità non risolve il problema: spesso bisogna controllare guaina, punta e allineamento del trainafilo.

I diametri più comuni sono compresi tra 0,8 e 1,2 mm; fili più sottili facilitano il lavoro su lamiere leggere, mentre diametri maggiori depositano più metallo e richiedono una macchina più potente. La punta di contatto deve avere il foro corretto, perché una misura troppo larga rende l’arco instabile e una troppo stretta ostacola l’avanzamento.

Come impostare la macchina senza andare a tentativi

Le due regolazioni principali sono la tensione e la velocità di avanzamento del filo. La tensione modifica la lunghezza e la forma dell’arco, mentre la velocità del filo influenza direttamente la corrente e la quantità di materiale depositato. Non conviene cambiare entrambe alla cieca: si parte dalla tabella della macchina e si corregge una variabile per volta.

Applicazione indicativa Filo Tensione iniziale Velocità filo indicativa
Acciaio da 1 mm 0,8 mm 16-18 V 2,5-4,5 m/min
Acciaio da 2-3 mm 0,8 o 1,0 mm 18-21 V 4-7 m/min
Alluminio da circa 2 mm 1,0 mm 18-21 V 5-8 m/min
Inox da 1-2 mm 0,8 mm 17-20 V 3-6 m/min

Questi valori sono solo punti di partenza. Cambiano in base a marca del filo, miscela di gas, posizione, tipo di giunto e caratteristica della saldatrice. Se l’arco crepita in modo irregolare e il filo tende a spingere la torcia, riduci leggermente la velocità del filo oppure aumenta la tensione. Se l’arco è troppo lungo e produce molti spruzzi, fai l’opposto con piccoli incrementi.

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La sequenza che uso prima di innescare l’arco

  1. Sgrassa il metallo e rimuovi ruggine, vernice, ossidi e residui di lavorazione.
  2. Controlla che il morsetto di massa faccia contatto su metallo pulito.
  3. Installa filo, rullo e punta di contatto dello stesso diametro.
  4. Verifica la polarità indicata dal produttore del filo e della saldatrice.
  5. Regola il gas, in genere tra 10 e 15 l/min in un ambiente chiuso e senza vento.
  6. Esegui un provino sullo stesso spessore del pezzo reale.

Durante la passata mantieni una distanza filo-pezzo di circa 10-15 mm e una torcia inclinata leggermente nella direzione di avanzamento. Su lamiere sottili preferisco una velocità regolare e piccoli tratti intervallati, perché fermarsi troppo a lungo nello stesso punto porta rapidamente alla deformazione o alla perforazione.

Difetti visibili e correzioni concrete

Un buon cordone non deve essere valutato soltanto dall’aspetto. La penetrazione, la fusione dei bordi e l’assenza di porosità contano più della superficie lucida. Detto questo, la forma del cordone offre spesso indizi immediati su ciò che sta succedendo nell’arco.

Difetto Cause probabili Correzione
Porosità e piccoli crateri Gas insufficiente, correnti d’aria, ugello ostruito o metallo sporco Pulisci il pezzo e l’ugello, controlla tubi e riduttore, aumenta il flusso solo se necessario
Molti spruzzi Arco instabile, tensione errata, filo o gas non compatibili Riduci gli estremi di regolazione e verifica il tipo di miscela
Mancanza di fusione Avanzamento troppo rapido, corrente bassa o giunto preparato male Riduci la velocità, aumenta l’energia con cautela e migliora l’apertura del giunto
Bruciatura della lamiera Troppo calore concentrato, avanzamento lento o pezzo troppo sottile Usa tratti brevi, riduci l’energia e lascia raffreddare tra una passata e l’altra
Filo che si aggroviglia nel trainafilo Guaina sporca, rulli regolati male o punta ostruita Controlla il percorso del filo e regola la pressione senza schiacciarlo

La porosità è particolarmente insidiosa perché un cordone può sembrare pieno all’esterno e avere cavità interne. Quando compare, non limitarti ad aumentare il gas: un flusso eccessivo crea turbolenza e può aspirare aria nella zona protetta. Prima controlla pulizia, vento, ugello e tenuta del circuito.

Su alluminio e acciaio inox la pulizia richiede ancora più attenzione. Dedica spazzole separate a questi materiali e non usare una spazzola già contaminata da acciaio al carbonio. È un dettaglio modesto, ma spesso fa la differenza tra un arco stabile e un cordone che si sporca o si ossida.

Quando conviene scegliere MIG, MAG o TIG

La scelta non dipende solo dalla qualità teorica della giunzione. Conta anche quanto materiale devi depositare, la posizione di saldatura, lo spessore e il livello di finitura richiesto. Per una riparazione rapida o una struttura in officina, il filo continuo è spesso la soluzione più produttiva; per lavori molto precisi e visibili, il TIG può avere un vantaggio.

Procedimento Punti forti Limiti Uso tipico
MIG Velocità, arco pulito con argon, adatto a alluminio e leghe non ferrose Richiede bombola e protezione dalle correnti d’aria Alluminio, rame, leghe leggere, lavori ripetitivi
MAG Buona produttività e penetrazione sugli acciai Più spruzzi e fumi in alcune configurazioni Carpenteria, telai, riparazioni e strutture in acciaio
TIG Controllo elevato, cordoni precisi e finitura eccellente Più lento e meno tollerante agli errori di preparazione Inox, alluminio sottile, giunti a vista e lavori di precisione

Per il fai-da-te, una macchina sinergica a filo è spesso il compromesso più pratico, perché propone combinazioni preimpostate di tensione e velocità del filo. Non la considero però una soluzione automatica: la sinergia aiuta a partire, ma non corregge metallo sporco, gas sbagliato o una distanza torcia irregolare.

Il filo animato senza gas può essere utile all’esterno e su alcuni acciai, ma non va confuso con il MIG a gas. Richiede una macchina compatibile, spesso una diversa polarità, produce scoria e può generare più fumo. Prima di usarlo, verifica sempre le indicazioni della bobina e del generatore.

Il controllo finale che evita di rifare il lavoro

Prima di considerare conclusa una saldatura, pulisco il cordone e controllo che i bordi siano realmente fusi, senza crateri terminali, pori o zone fredde. Se il giunto è strutturale, un aspetto gradevole non basta: servono preparazione corretta, penetrazione adeguata e, quando richiesto, una procedura qualificata.

Lavora con maschera adatta, guanti, abbigliamento ignifugo e aspirazione dei fumi. Fissa la bombola in posizione verticale, allontana materiali combustibili e non saldare su superfici verniciate, zincate o contaminate senza rimuovere il rivestimento e garantire una ventilazione sicura. La regolazione migliore è quella che produce un cordone affidabile senza sacrificare protezione, controllo e qualità del metallo.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Per l’alluminio si usa generalmente argon puro, mentre l’acciaio al carbonio richiede spesso miscele argon-CO2, come 80/20 o 82/18. Per l’acciaio inox è indicata una miscela con basso contenuto di CO2 o quella prescritta dal produttore, perché un gas troppo aggressivo può compromettere colore, resistenza e protezione anticorrosiva.

Regola insieme tensione e velocità del filo usando la tabella della saldatrice, poi correggi una variabile alla volta. Come riferimento, per acciaio da 1 mm con filo da 0,8 mm si possono usare 16-18 V e 2,5-4,5 m/min; per 2-3 mm, 18-21 V e 4-7 m/min. Esegui sempre un provino sullo stesso spessore del pezzo reale.

Le cause più comuni sono gas insufficiente, correnti d’aria, ugello ostruito, perdite nel circuito o metallo sporco. Pulisci pezzo e ugello, controlla tubi e riduttore e verifica il flusso, che in ambiente chiuso è spesso compreso tra 10 e 15 l/min. Non aumentare il gas senza criterio, perché un flusso eccessivo può creare turbolenza e aspirare aria.

Il MIG usa gas inerti ed è adatto soprattutto ad alluminio, rame e leghe non ferrose. Il MAG impiega gas attivi ed è indicato per acciai, carpenteria e strutture, mentre il TIG offre maggiore controllo e finitura su inox, alluminio sottile e giunti a vista, ma lavora più lentamente.

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Tristano Giordano

Tristano Giordano

Mi chiamo Tristano Giordano e ho 15 anni di esperienza nel campo degli elettroutensili, dell'officina e del fai-da-te. La mia passione per questi argomenti è nata da giovane, quando ho iniziato a lavorare nel laboratorio di mio padre. Da allora, ho dedicato la mia carriera a esplorare le tecniche più efficaci e gli strumenti più innovativi per rendere il lavoro in officina più facile e accessibile a tutti. Scrivo per condividere la mia conoscenza e aiutare gli appassionati e i professionisti a orientarsi nel vasto mondo degli elettroutensili. Mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e sempre aggiornate, semplificando argomenti complessi e confrontando diverse fonti per garantire la massima chiarezza. La mia missione è rendere il fai-da-te un'esperienza gratificante e sicura, permettendo a chiunque di affrontare con successo i propri progetti.

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