Saldatura TIG, tecnica e parametri per cordoni puliti

18 settembre 2026

Saldatura TIG di un tubo metallico, con fiamma brillante e filo di apporto. L'artigiano indossa guanti protettivi gialli.

Indice

Quando una lamiera sottile deve risultare pulita, senza spruzzi e con un cordone preciso, la scelta del procedimento conta più della semplice potenza della saldatrice. La saldatura TIG risponde proprio a questa esigenza, ma richiede mano ferma, superfici ben preparate e parametri coerenti con il metallo. Qui trovi come funziona, quale attrezzatura serve, come scegliere corrente e gas, dove conviene usarla e quali errori compromettono subito il risultato.

Precisione, pulizia e controllo sono i punti forti del processo TIG

  • Elettrodo non consumabile in tungsteno e gas inerte proteggono il bagno di fusione.
  • La corrente continua è indicata per acciaio e inox, mentre l’alternata è la scelta tipica per l’alluminio.
  • Il materiale d’apporto è separato dall’elettrodo e può anche essere escluso per una saldatura autogena.
  • Il procedimento offre cordoni molto puliti, ma è più lento e difficile da imparare rispetto a MIG/MAG.
  • La qualità dipende soprattutto da pulizia, portata del gas, distanza dell’arco e stabilità della mano.

Come funziona il processo TIG

Il calore nasce da un arco elettrico tra il pezzo e un elettrodo di tungsteno non fusibile. L’elettrodo non diventa il materiale della giunzione: serve a mantenere l’arco, mentre il metallo base fonde localmente e forma il bagno di saldatura.

Dalla torcia esce un gas inerte, di solito argon puro, che isola il bagno dall’ossigeno e dall’azoto presenti nell’aria. Senza questa protezione il cordone può ossidarsi, diventare poroso o perdere resistenza. La bacchetta d’apporto, quando serve, viene aggiunta manualmente e separatamente.

L’attrezzatura indispensabile

  • Generatore TIG con regolazione della corrente e, preferibilmente, innesco HF.
  • Torcia con elettrodo, pinza porta-tungsteno, ugello ceramico e diffusore gas.
  • Bombola di argon, riduttore di pressione e flussometro.
  • Cavo di massa con morsetto ben collegato al pezzo.
  • Elettrodi di tungsteno e bacchette compatibili con il materiale.
  • Maschera autoscurante, guanti, abbigliamento ignifugo e aspirazione adeguata.

L’innesco HF è particolarmente utile perché accende l’arco senza toccare il pezzo con il tungsteno. Io lo considero quasi indispensabile sui lavori estetici: una contaminazione dell’elettrodo può obbligare a fermarsi, riaffilarlo e ripartire da zero.

Quali metalli si possono saldare e con quale corrente

Il TIG lavora bene su acciaio al carbonio, acciaio inox, alluminio, rame, ottone, titanio e molte leghe di nichel. Non significa però che basti cambiare la bacchetta. Ogni materiale richiede polarità, preparazione e controllo termico adeguati.

Materiale Corrente più comune Indicazione pratica
Acciaio al carbonio DCEN Buona penetrazione e arco stabile con elettrodo appuntito.
Acciaio inox DCEN Serve limitare l’apporto termico per evitare deformazioni e colorazioni eccessive.
Alluminio AC L’alternata aiuta a rimuovere lo strato superficiale di ossido.
Rame DCEN Richiede spesso più corrente perché conduce rapidamente il calore.
Titanio DCEN Necessita di protezione gassosa molto accurata anche dopo il passaggio della torcia.

Con l’acciaio e l’inox si usa normalmente la corrente continua con elettrodo negativo. Sull’alluminio, invece, la corrente alternata rompe in parte la pellicola di ossido, che fonde a una temperatura molto più alta del metallo sottostante.

Per iniziare, una regola orientativa è considerare circa 30-40 ampere per millimetro di spessore sull’acciaio, poi correggere il valore in base al giunto, alla posizione e alla capacità della macchina. Non è una formula rigida: un bordo libero dissipa meno calore di un giunto massiccio e richiede quindi più attenzione.

Come preparare pezzo, tungsteno e parametri

La preparazione fa spesso più differenza della saldatrice. Sgrassa i pezzi con un prodotto adatto, rimuovi ossidi e vernice e usa una spazzola dedicata al materiale. Per l’alluminio impiego una spazzola in acciaio inox riservata solo a quel metallo, perché residui di ferro possono contaminare la giunzione.

Impostazioni di partenza per acciaio e inox

Spessore indicativo Corrente iniziale Tungsteno Argon
0,8-1 mm 25-50 A 1,0-1,6 mm 5-7 l/min
1,5-2 mm 50-100 A 1,6-2,4 mm 6-8 l/min
3 mm 100-150 A 2,4 mm 7-10 l/min

Questi valori sono soltanto un punto di partenza per giunti semplici in piano. Troppo gas non significa più protezione: una portata eccessiva può creare turbolenze e trascinare aria nel bagno. Anche correnti d’aria, ugello troppo piccolo e distanza eccessiva dal pezzo disturbano la schermatura.

Per la maggior parte dei lavori in DC è pratico un tungsteno ceriato o lantanato da 1,6 o 2,4 mm. La punta va affilata longitudinalmente, non trasversalmente, con una lunghezza indicativa pari a circa due o due volte e mezzo il diametro dell’elettrodo. Se il tungsteno tocca il bagno, interrompo la saldatura e lo riaffilo: continuare significa trascinare impurità nel cordone.

La tecnica manuale che fa la differenza

La torcia deve avanzare con movimenti regolari, mantenendo l’elettrodo a circa 1-2 mm dal pezzo. Un arco lungo allarga il bagno e riduce la protezione; uno troppo corto aumenta il rischio di contatto. Un’inclinazione di circa 10-15 gradi rispetto alla superficie aiuta a spingere il gas nella direzione di avanzamento.

La bacchetta d’apporto va tenuta bassa e introdotta nel bordo anteriore del bagno, con piccoli avanzamenti ritmici. Non conviene agitarla continuamente: un’alimentazione regolare produce un cordone più uniforme e limita l’ossidazione del materiale caldo.

Leggi anche: Rimuovere la Ruggine dal Cromo - Metodi Sicuri ed Efficaci

Procedura semplice per un giunto pulito

  1. Allinea i pezzi e realizza alcuni punti di fissaggio per evitare che si aprano durante il riscaldamento.
  2. Pulisci il materiale e controlla che il morsetto di massa abbia un contatto metallico stabile.
  3. Regola polarità, corrente, pre-gas e post-gas seguendo il materiale e le indicazioni della macchina.
  4. Innesca l’arco senza toccare il pezzo e forma un piccolo bagno controllato.
  5. Avanza lentamente mantenendo costanti distanza, angolo e velocità.
  6. Riduci la corrente alla fine del cordone e lascia attivo il gas per proteggere tungsteno e giunzione.

La velocità è un equilibrio delicato. Se avanzo troppo lentamente, il pezzo si surriscalda e il cordone diventa largo; se accelero troppo, la penetrazione diminuisce. Sulle lamiere sottili preferisco procedere con passate brevi e pause ragionate, invece di cercare di chiudere tutto in un’unica corsa.

TIG, MIG/MAG o elettrodo quale scegliere

Il TIG non è automaticamente il procedimento migliore. Offre il massimo controllo, ma deposita poco materiale e richiede di usare entrambe le mani quando si aggiunge la bacchetta. Per carpenteria pesante o lunghi cordoni, la velocità di MIG/MAG o dell’elettrodo rivestito può essere più importante della finitura.

Procedimento Punti forti Limiti principali Impiego tipico
TIG Precisione, pulizia, controllo del bagno Lento e più difficile da imparare Inox, alluminio, tubi, lamiere sottili e giunti a vista
MIG/MAG Rapidità e buona produttività Più spruzzi e meno controllo sui piccoli dettagli Carpenteria, telai e spessori medi
Elettrodo MMA Attrezzatura semplice e uso anche all’aperto Scoria, maggiore difficoltà sui piccoli spessori Riparazioni, strutture e lavori in condizioni meno protette

La mia scelta è semplice: uso il TIG quando la qualità del bordo e l’aspetto del cordone contano davvero. Se devo unire molti centimetri di acciaio spesso, preferisco un processo più produttivo e riservo il TIG alla radice o alle parti visibili.

Errori comuni e sicurezza in officina

Il difetto più frequente è la contaminazione del tungsteno. Basta sfiorare il bagno, usare una punta sporca o avvicinare troppo la bacchetta per rendere l’arco instabile. Anche una massa fissata su vernice o ruggine provoca un comportamento irregolare che spesso viene attribuito, erroneamente, alla saldatrice.

  • Gas insufficiente: il cordone si scurisce e può diventare poroso.
  • Gas eccessivo: la turbolenza aspira aria nella zona protetta.
  • Arco troppo lungo: aumenta la larghezza del bagno e riduce il controllo.
  • Materiale sporco: genera inclusioni, porosità e instabilità.
  • Corrente troppo alta: brucia i bordi e deforma la lamiera.
  • Raffreddamento forzato: può creare tensioni e deformazioni indesiderate.

La protezione personale non è un dettaglio. L’arco TIG emette radiazioni UV intense, mentre fumi e gas possono diventare pericolosi in ambienti chiusi. Uso sempre maschera autoscurante, guanti, maniche ignifughe e aspirazione localizzata, senza saldare vicino a materiali infiammabili.

Bombola e riduttore vanno fissati correttamente e controllati prima dell’uso. Non si saldano contenitori che abbiano contenuto sostanze infiammabili e non si lavora su superfici zincate o verniciate senza rimuovere il rivestimento e predisporre una ventilazione adeguata.

La scelta giusta parte dal tipo di giunto

Per iniziare con buone probabilità di successo sceglierei una saldatrice TIG DC per acciaio e inox, con regolazione della rampa, pre-gas e post-gas. Se prevedi di lavorare spesso l’alluminio, serve invece un modello TIG AC/DC, preferibilmente con controllo del bilanciamento dell’onda alternata.

Il risultato non dipende soltanto dall’amperaggio massimo dichiarato. Contano la stabilità dell’arco ai bassi amperaggi, la qualità dell’innesco, la disponibilità dei ricambi e la possibilità di regolare il comando a distanza. Una macchina meno potente ma stabile è spesso più utile di un modello economico con numeri impressionanti sulla targhetta.

La regola che seguo è questa: pulisci bene, imposta valori prudenti, prova su uno sfrido dello stesso materiale e modifica un parametro alla volta. Nel TIG la pazienza non rallenta il lavoro, è ciò che permette di ottenere una giunzione precisa, resistente e davvero controllata.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Per acciaio al carbonio e inox si usa normalmente la corrente continua con elettrodo negativo, mentre per l’alluminio è indicata la corrente alternata, che aiuta a rimuovere lo strato di ossido. Sull’acciaio si può partire orientativamente da 30-40 ampere per millimetro di spessore, correggendo il valore in base al giunto e alla posizione.

Per spessori da 0,8 a 1 mm, un punto di partenza è 25-50 A, con tungsteno da 1,0-1,6 mm e argon a 5-7 l/min. Su 1,5-2 mm si possono usare 50-100 A, tungsteno da 1,6-2,4 mm e 6-8 l/min; su 3 mm, 100-150 A, tungsteno da 2,4 mm e 7-10 l/min. Sono valori iniziali per giunti semplici in piano, da adattare al lavoro.

Sgrassa il pezzo, rimuovi ossidi e vernice e usa una spazzola dedicata al materiale. Mantieni una portata di argon corretta, perché sia poco gas sia un eccesso che genera turbolenze possono causare difetti. Se il tungsteno tocca il bagno, interrompi la saldatura, riaffilalo longitudinalmente e riparti con un arco di circa 1-2 mm dal pezzo.

Il TIG è adatto a inox, alluminio, tubi, lamiere sottili e giunti a vista quando precisione e aspetto del cordone sono prioritari. MIG/MAG è più rapido e produttivo per carpenteria e spessori medi, mentre l’elettrodo MMA è pratico per riparazioni, strutture e lavori all’aperto. Per cordoni lunghi e acciaio spesso, il TIG può essere riservato alla radice o alle parti visibili.

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saldatura tig argon alluminio mig/mag tungsteno

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Tristano Giordano

Tristano Giordano

Mi chiamo Tristano Giordano e ho 15 anni di esperienza nel campo degli elettroutensili, dell'officina e del fai-da-te. La mia passione per questi argomenti è nata da giovane, quando ho iniziato a lavorare nel laboratorio di mio padre. Da allora, ho dedicato la mia carriera a esplorare le tecniche più efficaci e gli strumenti più innovativi per rendere il lavoro in officina più facile e accessibile a tutti. Scrivo per condividere la mia conoscenza e aiutare gli appassionati e i professionisti a orientarsi nel vasto mondo degli elettroutensili. Mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e sempre aggiornate, semplificando argomenti complessi e confrontando diverse fonti per garantire la massima chiarezza. La mia missione è rendere il fai-da-te un'esperienza gratificante e sicura, permettendo a chiunque di affrontare con successo i propri progetti.

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