I tre dati da leggere prima di comprare un cavo
- La sezione nominale si esprime in mm²; il diametro equivalente del rame si ricava con
d = 2 × √(S / π). - La portata cambia con posa, temperatura, raggruppamento e materiale del conduttore.
- La CEI 64-8 raccomanda che la caduta di tensione resti in pratica entro il 4% dell’impianto utilizzatore.
- Per linee interrate, fasciate o molto lunghe non basta una tabella unica: servono le correzioni giuste.
- Se il conduttore è in alluminio, a parità di sezione nominale la portata è più bassa del rame.

Come leggere una tabella di sezione e diametro
La prima cosa da chiarire è semplice: la sezione non è il diametro. La sezione è un’area, quindi si misura in mm²; il diametro è una lunghezza, quindi si misura in mm. Se il conduttore fosse un rame pieno e perfettamente circolare, il diametro equivalente si calcola con la formula d = 2 × √(S / π). Nella pratica io la uso come conversione rapida, ma ricordo sempre che nei cavi flessibili il rame è composto da trefoli e il diametro reale del singolo cavo completo sarà più grande per via di isolante e guaina.
| Sezione nominale (mm²) | Diametro equivalente del rame pieno (mm) | Lettura pratica |
|---|---|---|
| 0,5 | 0,80 | Microlinee, segnalazione, circuiti molto leggeri |
| 0,75 | 0,98 | Piccoli cablaggi e collegamenti leggeri |
| 1,0 | 1,13 | Linee di servizio e comandi leggeri |
| 1,5 | 1,38 | Illuminazione e circuiti domestici leggeri |
| 2,5 | 1,78 | Prese generiche e linee di uso comune |
| 4,0 | 2,26 | Carichi medi e linee dedicate |
| 6,0 | 2,76 | Carichi più impegnativi e dorsali corte |
| 10,0 | 3,57 | Montanti, alimentazioni importanti, quadri secondari |
| 16,0 | 4,51 | Linee di potenza e distribuzione più robusta |
| 25,0 | 5,64 | Alimentazioni principali e utenze rilevanti |
| 35,0 | 6,68 | Dorsali importanti |
| 50,0 | 7,98 | Linee ad alto carico |
| 70,0 | 9,44 | Distribuzione principale |
| 95,0 | 11,00 | Linee di grande potenza |
| 120,0 | 12,36 | Alimentazioni molto importanti |
| 150,0 | 13,82 | Tratte di potenza elevate |
Questo è il punto che spesso crea confusione: il diametro della tabella è quello equivalente del conduttore, non il diametro esterno del cavo finito. Se devi scegliere un corrugato, una canalina o un passaggio nel quadro, il dato giusto è quello di scheda tecnica del cavo completo. Ed è proprio qui che entra in gioco la portata, perché a parità di sezione il cavo può lavorare in modo molto diverso.
Perché la portata cambia anche a parità di sezione
La sezione dice quanta materia conduttrice hai a disposizione; la portata dice quanta corrente quel rame può trasportare senza surriscaldarsi oltre il consentito. Le tabelle CEI-UNEL e le schede tecniche dei produttori non sono universali: valgono per condizioni precise di posa, temperatura e numero di circuiti. Io guardo sempre questi fattori prima di prendere una decisione definitiva.
- Posa in aria, in tubo, in canalina o interrata: lo stesso cavo dissipa il calore in modo diverso.
- Temperatura ambiente: se il locale è caldo, la portata utile scende.
- Raggruppamento: più circuiti vicini significano più calore da smaltire.
- Materiale del conduttore: rame e alluminio non si comportano allo stesso modo.
Un riferimento utile, richiamato anche dalle guide tecniche dei costruttori, è il fatto che la portata si corregge con coefficienti diversi per temperatura e raggruppamento. Per dare un ordine di grandezza concreto, prendo un cavo in rame a 2 conduttori di una famiglia da catalogo: i valori sotto mostrano bene quanto cambi la corrente ammissibile tra posa in aria e posa in tubo/canalina.
| Sezione nominale (mm²) | Diametro equivalente (mm) | Portata indicativa in aria a 30 °C (A) | Portata indicativa in tubo/canalina a 30 °C (A) |
|---|---|---|---|
| 1,5 | 1,38 | 26 | 22 |
| 2,5 | 1,78 | 36 | 30 |
| 4,0 | 2,26 | 49 | 40 |
| 6,0 | 2,76 | 63 | 51 |
| 10,0 | 3,57 | 86 | 69 |
| 16,0 | 4,51 | 115 | 91 |
| 25,0 | 5,64 | 149 | 119 |
| 35,0 | 6,68 | 185 | 145 |
| 50,0 | 7,98 | 225 | 175 |
| 70,0 | 9,44 | 300 | 220 |
Li tratto come valori orientativi di una scheda tecnica, non come un via libera automatico al carico massimo. Nella pratica, se il conduttore è in alluminio, la portata va ridotta: a parità di sezione nominale, il riferimento tecnico più prudente è circa il 78% del rame. Con questi numeri in mano, la scelta diventa molto più concreta, e si può passare agli usi più comuni negli impianti reali.
Come traduco questi numeri in una scelta concreta
Quando devo dimensionare una linea, io penso in termini di uso reale, non di cifra astratta. A 230 V, per esempio, un carico da 2,3 kW assorbe circa 10 A, un carico da 3 kW sta intorno a 13 A e un carico da 6 kW arriva vicino a 26 A. Questo ti fa capire subito perché una linea luce da 1,5 mm² e una linea prese da 2,5 mm² non si scelgono allo stesso modo, anche se entrambe possono sembrare “sufficienti” a colpo d’occhio.
- 1,5 mm²: ha senso per illuminazione, comandi e piccoli carichi distribuiti.
- 2,5 mm²: è la scelta classica per prese generiche e linee di servizio.
- 4 mm²: entra in gioco per linee dedicate con assorbimenti medi e tratte non troppo lunghe.
- 6 mm²: la uso quando il carico cresce, quando la tratta si allunga o quando voglio più margine.
- 10 mm² e oltre: servono per dorsali, quadri secondari e alimentazioni importanti.
Se il dubbio riguarda una linea dedicata, io parto sempre da tre domande: quanta corrente assorbe davvero il carico, quanto è lunga la tratta e in che condizioni fisiche lavora il cavo. Se rispondi bene a queste tre domande, la tabella smette di essere una lista di numeri e diventa uno strumento utile.
Il problema, però, è che molti errori nascono non dai numeri, ma da come li si applica sul campo.
Gli errori che vedo più spesso quando si dimensiona un cavo
Questa è la parte che, sul lavoro, fa davvero risparmiare guai. Io vedo spesso gli stessi errori ripetersi, soprattutto quando si cerca di “fare in fretta” e si salta la verifica finale.
- Confondere la sezione con il diametro esterno del cavo.
- Usare una tabella pensata per un cavo diverso da quello che si sta installando.
- Ignorare temperatura ambiente e raggruppamento dei circuiti.
- Guardare solo la portata e non controllare la caduta di tensione.
- Scegliere il cavo solo in funzione dell’interruttore, senza leggere il carico reale.
- Trattare rame e alluminio come se fossero equivalenti.
- Usare tabelle generiche per linee interrate, quando serve invece un riferimento specifico.
Io considero sempre il dato di catalogo come un punto di partenza, non come un permesso definitivo. Se il cavo passa in fascio, attraversa zone calde o lavora in una tratta lunga, la sezione va rivalutata con più attenzione. Se vuoi chiudere il ragionamento senza margini di sorpresa, conviene fare un ultimo controllo pratico prima di stringere i morsetti.
La verifica finale che faccio prima di chiudere una linea
Prima di considerare chiusa una linea, io mi fermo su questi controlli essenziali:
- Confermo la sezione nominale e, solo se serve, la trasformo in diametro equivalente.
- Controllo la corrente reale del carico, non quella “stimata a occhio”.
- Verifico posa, temperatura e raggruppamento, perché cambiano la portata utile.
- Controllo la caduta di tensione e resto, in pratica, entro il 4% raccomandato dalla CEI 64-8.
- Guardo sempre la scheda tecnica del cavo, soprattutto se si tratta di una linea interrata, di un cavo speciale o di un alluminio.