Un cordone che sembra pulito può nascondere porosità, scarsa penetrazione o una zona indebolita dal calore. Per saldare l’alluminio con risultati affidabili servono quindi preparazione accurata, scelta corretta tra TIG e MIG, regolazioni coerenti con spessore e lega, oltre a una tecnica di avanzamento regolare. In questa guida raccolgo il metodo pratico, gli errori più comuni e i limiti da conoscere prima di iniziare.
Le regole che fanno davvero la differenza
- Pulisci due volte: prima sgrassa, poi rimuovi l’ossido con una spazzola in acciaio inox dedicata.
- Per precisione e piccoli spessori scegli TIG in corrente alternata; per produttività e materiali più consistenti valuta il MIG.
- Usa argon puro e proteggi il bagno di fusione da correnti d’aria, umidità e contaminazioni.
- Considera valori iniziali di circa 35-50 A per millimetro, da correggere in base a lega, giunto e posizione.
- Le leghe trattate termicamente possono perdere resistenza nella zona termicamente alterata, anche con un cordone esteticamente perfetto.

Perché l’alluminio è più difficile da saldare dell’acciaio
La difficoltà non dipende solo dalla manualità. L’alluminio fonde intorno ai 660 °C, ma sulla superficie forma uno strato di ossido, l’allumina, che fonde a una temperatura molto più alta, circa 2.000 °C. Se questo strato resta sul giunto, l’arco può scaldare il metallo sottostante senza ottenere una fusione uniforme.
Il materiale conduce il calore rapidamente e lo allontana dalla zona dell’arco. Il risultato è un comportamento poco intuitivo: all’inizio il bagno sembra piccolo, poi si allarga improvvisamente quando il pezzo raggiunge la temperatura. È proprio in quel momento che molti principianti sfondano la lamiera o depositano troppo materiale.
La lega conta quanto lo spessore. Le serie 5xxx e 6xxx sono comuni e, in molti casi, saldabili con buoni risultati; alcune leghe 2xxx e 7xxx possono invece essere più sensibili a cricche e perdita di proprietà. Su telai, componenti sottoposti a vibrazioni, serbatoi o parti strutturali non mi affiderei a una prova improvvisata: serve identificare la lega e, quando necessario, far verificare il giunto da un saldatore qualificato.
TIG o MIG quale procedimento conviene scegliere
Il TIG utilizza un elettrodo di tungsteno non consumabile e permette di aggiungere il materiale con una bacchetta separata. È il procedimento che preferisco quando contano controllo del bagno, precisione e finitura, soprattutto su lamiere sottili, piccoli raccordi e lavori visibili.
Il MIG impiega invece un filo continuo. È più rapido e produttivo, ma richiede una macchina configurata per l’alluminio e un sistema di trascinamento adatto. Il filo morbido tende a deformarsi o a bloccarsi nella guaina, perciò sono utili torcia spool gun, sistema push-pull o guaina dedicata, insieme a rulli corretti e percorso del filo il più rettilineo possibile.
| Procedimento | Punti di forza | Limiti principali | Impiego tipico |
|---|---|---|---|
| TIG AC | Grande controllo e cordone pulito | Più lento e tecnicamente impegnativo | Lamiera sottile, riparazioni, dettagli estetici |
| MIG | Velocità e alta deposizione | Meno controllo nei piccoli giunti | Profili, carpenteria leggera, pezzi più spessi |
| Elettrodo rivestito | Attrezzatura semplice | Non è la scelta pratica per l’alluminio | Da evitare salvo applicazioni molto specifiche |
Con il TIG sull’alluminio si usa normalmente la corrente alternata AC. La componente positiva aiuta l’azione di pulizia dell’ossido, mentre quella negativa concentra più calore nel pezzo. In corrente continua DCEN il risultato, nella maggior parte dei lavori, è molto più difficile da controllare.
Preparare il giunto prima di accendere la saldatrice
La preparazione determina una parte enorme del risultato finale. Io procedo sempre in questo ordine, perché spazzolare subito il pezzo senza sgrassarlo può trascinare olio e residui dentro la superficie invece di rimuoverli.
- Rimuovi vernice, adesivi, ossido spesso e sporco visibile.
- Sgrassa i lembi con un prodotto che non lasci residui e aspetta che evapori completamente.
- Spazzola la zona con una spazzola inox usata soltanto per l’alluminio.
- Accosta i pezzi, controlla il gioco e blocca il giunto con puntature ravvicinate.
- Inizia la saldatura poco dopo la pulizia, senza toccare i lembi con mani unte.
La spazzola deve essere dedicata al materiale. Una spazzola già usata sull’acciaio può lasciare particelle ferrose che contaminano il bagno e favoriscono difetti superficiali. Anche una mola aggressiva può essere controproducente perché spalma l’ossido e arrotonda i bordi, invece di preparare una superficie controllata.
Forma del giunto e gestione del calore
Su spessori fino a circa 2-3 mm spesso basta un accostamento preciso, con un piccolo gioco uniforme. Sopra questi valori può servire una preparazione a V o una geometria che consenta all’arco di raggiungere il fondo senza dover aumentare troppo l’apporto termico.
Preriscaldare un pezzo massiccio può aiutare a ridurre la dispersione del calore, ma va fatto con prudenza e seguendo le indicazioni della lega. Non userei una fiamma ossidrica direttamente sul giunto: può contaminare la superficie e rendere difficile capire quanto calore sia realmente entrato nel materiale. Per una riparazione su fusione, prima di tutto eliminerei completamente olio e impurità che possono essere penetrate nei pori.
Impostare TIG e MIG senza affidarsi a numeri rigidi
I parametri riportati sulla macchina sono un punto di partenza, non una ricetta universale. Cambiano con lega, forma del giunto, posizione, diametro del tungsteno, dimensione della bacchetta e capacità dell’operatore di trasferire calore.
| Spessore indicativo | Corrente TIG AC iniziale | Bacchetta orientativa | Indicazione pratica |
|---|---|---|---|
| 1 mm | 40-70 A | 1,0-1,6 mm | Arco corto e avanzamento rapido |
| 2 mm | 70-110 A | 1,6-2,0 mm | Controlla presto l’allargamento del bagno |
| 3 mm | 110-160 A | 2,0-2,4 mm | Le puntature e la massa termica diventano decisive |
| 5 mm | 170-240 A | 2,4-3,2 mm | Può servire preriscaldo controllato o più passate |
Per il TIG partirei con argon puro, portata indicativa di circa 8-12 l/min in ambiente protetto e una coppa ceramica adeguata. Una portata eccessiva non significa automaticamente più protezione: può creare turbolenze e aspirare aria nel bagno. Il post-gas, spesso compreso tra 5 e 10 secondi, protegge tungsteno e cratere mentre si raffreddano.
Il bilanciamento AC regola il rapporto tra penetrazione e pulizia. Se la superficie è preparata bene, non conviene esagerare con la pulizia positiva perché aumenta il calore sull’elettrodo e riduce quello disponibile per fondere il pezzo. La frequenza AC più alta può rendere l’arco più concentrato, mentre una frequenza più bassa tende ad allargare l’azione termica.
Nel MIG l’alluminio richiede in genere argon al 100%, filo da 0,8, 1,0 o 1,2 mm e trasferimento a spruzzo o pulsato quando la macchina lo consente. Per iniziare, una portata di circa 10-15 l/min è un riferimento ragionevole in assenza di correnti d’aria. La regolazione definitiva va sempre verificata con una prova sullo stesso spessore.
La scelta del materiale d’apporto
Le bacchette 4043 offrono spesso buona fluidità e una finitura gradevole; le 5356 possono essere preferibili quando servono determinate caratteristiche meccaniche o una maggiore compatibilità con alcune leghe. Non sceglierei però il materiale solo in base al colore del cordone: bisogna conoscere la lega base e l’ambiente di esercizio, soprattutto se il pezzo lavorerà vicino all’acqua salata o subirà carichi importanti.
La procedura pratica per ottenere un cordone uniforme
Prima di lavorare sul pezzo definitivo, fai una prova su un ritaglio dello stesso materiale. Bastano pochi centimetri per capire se il bagno si apre in modo regolare, se la protezione è sufficiente e se la corrente è eccessiva.
- Posiziona i pezzi su un banco stabile e collega una massa pulita e ben serrata.
- Esegui puntature brevi, alternando le zone per limitare deformazioni e accumulo di calore.
- Avvicina la torcia con angolo contenuto, mantenendo l’arco corto e il tungsteno centrato.
- Forma il bagno sul materiale base prima di aggiungere la bacchetta.
- Alimenta il bordo anteriore del bagno con piccoli apporti regolari, senza immergere la bacchetta nell’arco.
- Riduci gradualmente la corrente alla fine e riempi il cratere terminale.
Il movimento deve essere costante. Se il cordone diventa improvvisamente largo e lucido, il pezzo si è scaldato troppo: accelera, riduci la corrente o interrompi per lasciarlo raffreddare. Insistere per completare il tratto in una sola passata spesso produce più deformazione e una zona termicamente alterata più ampia.
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Come leggere i difetti più comuni
- Porosità: spesso dipende da umidità, sporco, portata irregolare o protezione gassosa disturbata.
- Fusione insufficiente: può indicare poca corrente, velocità eccessiva o ossido non rimosso.
- Bordo bruciato: il calore è troppo concentrato o il pezzo è troppo sottile per il parametro scelto.
- Tungsteno contaminato: la punta ha toccato il bagno o la protezione è stata interrotta troppo presto.
- Cordone sporco e grigio: controlla pulizia, argon, correnti d’aria e distanza della torcia.
Un errore che vedo spesso è correggere un cordone sporco aumentando la corrente. Di solito è la direzione sbagliata: prima verifico pulizia, gas e geometria del giunto, poi modifico il parametro elettrico. La macchina raramente può compensare una superficie preparata male.
Quando fermarsi e affidare il lavoro a un professionista
Il fai-da-te ha senso su staffe, carter, piccoli telai e riparazioni non critiche, purché si lavori in sicurezza. Eviterei invece esperimenti su bombole, serbatoi, componenti frenanti, telai portanti, parti di sollevamento o elementi sottoposti a pressione.
Durante la saldatura usa casco con protezione adeguata, guanti, abbigliamento ignifugo, aspirazione dei fumi e una zona libera da materiali combustibili. L’argon non è tossico, ma in un ambiente chiuso può sostituire l’ossigeno: mai saldare in spazi confinati senza ventilazione e procedure appropriate.
Se il pezzo è in lega sconosciuta, molto poroso o già riparato più volte, il problema non si risolve semplicemente con più calore. In questi casi una preparazione professionale, una prova di penetrazione o un controllo non distruttivo possono costare meno di una rottura durante l’uso.
La prova a secco evita quasi tutti gli errori costosi
Prima di avviare l’arco controlla tre cose: superficie perfettamente sgrassata, giunto bloccato senza tensioni e parametri già testati su un ritaglio. Sono passaggi semplici, ma fanno più differenza di molte regolazioni sofisticate della saldatrice.
Per iniziare con metodo scegli TIG AC se vuoi imparare a controllare il bagno e lavorare su spessori ridotti. Passa al MIG quando la priorità diventa la velocità, ma considera il sistema di trascinamento del filo parte integrante dell’attrezzatura, non un dettaglio secondario.
Un cordone bello non è necessariamente un giunto resistente. La valutazione finale deve includere penetrazione, assenza di porosità, compatibilità della lega d’apporto e uso previsto del componente, soprattutto quando l’alluminio lavora sotto carico o vicino a fonti di vibrazione.